Se l’estate è una fuga

Come mai, quando finisce una vacanza, proviamo spesso un senso di vuoto che diventa pesantezza delle membra, difficoltà di respiro, umore tetro o irritabile? Il nostro corpo si è riposato e rinfrancato, abbiamo rotto la routine facendo cose diverse che sceglievamo di fare, la mente libera di spaziare oltre a schemi predefiniti da altri, non vincolata da orari e incombenze…

Quindi, perché non siamo pronti ad affrontare le sfide quotidiane con maggior incisività e in un modo più propositivo? Di solito ci giustifichiamo con la nostalgia dei giorni belli appena trascorsi, ma non credo che sia solo questo. Semplicemente, ci siamo portati addosso fardelli invisibili, fatti di problemi irrisolti e, spesso, rimossi. Ce li siamo trascinati dietro nuotando, o arrampicandoci per un costone montuoso, ballando a tarda notte, flirtando e chiacchierando per coprire il silenzio che avevamo dentro.

Approfittiamo di questa consapevolezza, facciamone tesoro.

Ognuno cambia quando è il suo tempo, e il primo passo è la coscienza di avere qualcosa da cambiare. Il disagio, l’irritabilità, l’umore nero sono segnali: non ignoriamoli!




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