E’ così difficile essere se stessi?

Quante volte sentiamo la frase “Vorrei tornare ad avere sedici o quindici, o vent’anni…” ma, è poi così vero? È difficile, quando siamo molto giovani, comprendere veramente chi siamo e, soprattutto, vivere fuori dal branco, essere diversi. La maggior parte degli adolescenti ha come unico scopo quello di confondersi con gli altri per sentirsi al sicuro; è fisiologico. Lo è molto meno se questo atteggiamento riguarda gli adulti.

Perché siamo pronti a sacrificare la nostra verità per omologarci al sentire comune? Se il nostro Terzo Chakra fosse in equilibrio, ci permetteremmo semplicemente di essere, senza confondere quello che abbiamo imparato con quello che realmente siamo. Invece, un giorno, ci accorgiamo di esserci persi quello che ci distingueva per diventare un pallido simulacro che vagamente ci ricorda, rinunciando a manifestare la nostra stupenda libertà di essere unici, che è diventata qualcosa di scomodo, da evitare accuratamente. Il risultato è che ci equipariamo e livelliamo a tutti gli altri, e quindi non siamo nessuno.

Le motivazioni sono diverse, ma tutte riconducibile alla paura: dal timore di non farcela a quello di non essere abbastanza, dalla preoccupazione di perdere l’amore al terrore di perderci nell’amore!

Non permettiamo che la paura di essere noi stessi ci induca a credere di non essere “adeguati”, modificandoci. Riconnettiamoci con la nostra parte più profonda, accettando la nostra essenza peculiare, nella magnifica unicità che ci contraddistingue e pensiamo che chi ci ama lo fa proprio per queste nostre irripetibili caratteristiche.




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