Se siamo gli artefici della nostra vita, perché non siamo tutti sani, ricchi e felici?

Essere i creatori della nostra vita è il presupposto della visone energetico-spirituale. Quindi, o siamo tutti masochisti o la domanda è abbastanza lecita. Per darci una risposta, però, dobbiamo premettere alcune cose.

Ognuno di noi è un vortice di energia individualizzata (cioè la nostra energia ha una vibrazione che ci contraddistingue), immerso in quella universale; quindi, per la natura stessa di ciò che siamo – energia, appunto – riceviamo e rinviamo continuamente informazioni che ci riguardano (la comunicazione interna) e che provengono e sono dirette fuori di noi (comunicazione esterna, con gli altri e dall’ambiente).

Il flusso informativo è costante e riguarda ogni aspetto della nostra vita, permettendoci – se è libero – di reagire correttamente agli stimoli che riceviamo dall’esterno, tenendo conto di ciò che siamo; tuttavia questo processo funziona solo se il nostro sistema energetico è equilibrato, il che significa che se in quel momento siamo pienamente noi stessi.

Se le informazioni arrivano correttamente a tutte le aree della nostra vita, noi abbiamo una visione completa che ci permette di prendere la decisione giusta per quel momento e in quella situazione. E’ raro essere in questa condizione ottimale e, quindi, a volte scegliamo qualcosa che contrasta con la nostra verità.

Pensiamo sono stupido: la prima volta questo non influisce sul nostro sistema energetico ma, se la reiterazione di quell’affermazione è ripetuta venti volte al giorno, ecco che qualcosa cambia nel nostro equilibrio. Creiamo dei blocchi in cui l’energia non scorre, ovviamente relativi al pensiero che abbiamo ripetuto. Nell’esempio fatto, sono stupido indica una tensione in merito all’idea che ho di me (e quindi determinerà una tensione nel Terzo Chakra).

I centri energetici – e, conseguentemente, gli aspetti della nostra vita – in cui abbiamo eretto muri vengono isolati e non ricevono indicazioni su come comportarsi e, a poco a poco, si spengono. Una volta creato, il muro energetico determina un’attrazione sistematica per un certo tipo di evento (perdita economica, abbandono, tradimento etc.); così, se pensavamo di non meritare amore attireremo persone che non ci amano e ci abbandonano. O se pensiamo di non essere capaci, avremo capi che non fanno altro che affermarlo. Questo rafforzerà la convinzione di non essere degni di essere amati o di non valere, rafforzerà il muro e porterà nella nostra vita persone sempre meno amorevoli disponibili nei nostri confronti.

Ecco così che i sentimenti di disamore, o di esclusione o il senso d’incapacità diventano parte della nostra vita, filtrano le nostre esperienze. Se ce ne rendiamo conto e li risolviamo a livello emozionale, magari con un po’ di buon senso o una delle tecniche di riequilibrio energetico, il risultato è immediato: il disagio scompare e il flusso energetico riprende, ricreando gli equilibri nelle aree della nostra vita che prima erano bloccate. Le informazioni, arrivando anche al distretto che prima era escluso, ci permettono quindi di prendere le decisioni giuste per noi e noi torniamo ad essere pienamente noi stessi.

Se no, ci ammaliamo!

Diventa quindi evidente come l’ascolto di noi stessi sia una priorità. L’ansia, la fretta, la rabbia, la necessità di emergere o di sopravvivere sono delle pessime consigliere, ci incalzano, accelerando la nostra vita e spingendoci senza scampo in una spirale perversa che si auto-alimenta. Ci affanniamo, cercando di essere all’altezza di tutti i modelli ideali, e quindi irraggiungibili, che ci vengono propinati in continuazione dalla società, dai media, dai nostri familiari e da noi stessi.

Fermiamoci e ascoltiamoci: abbiamo tutte le risposte; dobbiamo solo volerle sentire.

R.P.




I commenti sono disabilitati