Siamo tutti trasparenti
Siamo esseri di energia e, per la natura stessa di quello che siamo, siamo tutti interconnessi e, a un certo livello, unificati; la comunicazione avviene attraverso degli scambi energetici e ha luogo sempre e comunque, nel modo essenziale e diretto e tipico dell’energia.
Questo significa dunque che, secondo questi presupposti, il messaggio energetico che trasmettiamo o che ci arriva è vero, assolutamente e, a volte, impietosamente vero. Pertanto, tutte le strategie che spesso adottiamo per sembrare diversi da quello che realmente siamo, per mascherare sentimenti che non vorremmo fossero conosciuti, come rabbia o invidia o dolore, a questo livello sono per definizione destinate a fallire.
Anche se siamo consumati attori, capaci di atteggiare il viso a una maschera di circostanza, o a modulare la voce in modo che mitighi le asperità delle parole non dette, la nostra energia dichiara in modo chiaro e inequivocabile il nostro sentire. Basta ascoltare!
….
Eccone un esempio, uno degli innumerevoli in questi anni.
Lucia era una donna di circa quarantacinque anni, con un’energia molto dolente, chiusa e, per certi versi, infantile, come se non avesse vissuto pienamente; aveva dichiarato di essere depressa, ma la mia sensazione è che ci fosse dell’altro.
A un certo punto del corso, cominciò una specie di vaniloquio senza senso: affermava che gli extraterrestri le avevano cambiato il cervello e che, da quel momento in poi lei non era stata più la stessa. Gli altri partecipanti mi guardavano esterrefatti mentre la blandivo a parole, cercando di sentire quello che c’era oltre al delirio.
Ebbi l’impressione di vederla bambina, a quattro o cinque anni; era in fondo a un pozzo e mi tendeva le braccia perché l’aiutassi a uscire. Mentre esteriormente le parlavo, seguendo i suoi vaneggiamenti e cercando di calmarla, energeticamente le dicevo: “Sai che ce la puoi fare, vieni, sono qui per aiutarti, ce la puoi fare…”
Dopo un tempo che, in realtà, credo durò una manciata di minuti, tornò in sé. Si guardava intorno sbattendo gli occhi come se ci fosse appena svegliata, ma era presente e rispondeva a tono.
Per fortuna c’era l’intervallo, così le persone ebbero modo di dimostrarle il loro affetto, circondandola con abbracci calorosi: intuivano tutti che aveva appena fatto una grande cosa.
Uscii sul terrazzo a respirare un inizio di primavera. Mi raggiunse un mio amico, che io considero uno dei medici illuminati perché, nonostante allora fosse Aiuto di Neurologia, si permetteva di vivere e di imparare da queste esperienze.
“Sono sbalordito, ma come hai fatto?” mi chiese. “Fatto cosa?” “Non avevo mai visto risolvere un episodio di psicosi grave come questo senza farmaci.”. Io lo guardai e, in tutta sincerità, risposi: “Ah, perché era un episodio di psicosi grave? Perché per me era solo una bambina spaventata che voleva uscire da un pozzo”.
Il mio amico medico la guardava attraverso la lente della scienza medica, io attraverso le informazioni che mi aveva fornito la sua energia. E così ho risolto il problema.
Possiamo quindi arrivare alla conclusione che, pertanto, è inutile fingere. Tutti possediamo le antenne che ci fanno percepire lo stato reale di chi ci sta di fronte. Sentiamo se è sincero o se si sta nascondendo dietro a una maschera. Magari la sensazione non è precisa, netta, ma da qualche parte l’informazione c’è, qualche cosa di incongruo si percepisce e stride.
Rossella Panigatti (tratto da “La comunicazione vitale” – Ed. TEA)

I commenti sono disabilitati