Rinunciare al nostro potere di creatori: il vittimismo

In questa contingenza oggettivamente pesante evitiamo di cadere nella trappola dell’autocommiserazione, rinunciando ad usare i talenti che abbiamo e negando la nostra natura più profonda (da “La paura della paura” di R. Panigatti – Ed. TEA)
“…Per assurdo, c’è anche quella specie di potere inverso, dato dal non potere, che ci sembra molto attraente…
Alcuni pensano che i benefici secondari, che ci inducono a comportarci da incapaci o a mostrarci sempre bisognosi d’aiuto, valgano il prezzo della rinuncia dei loro talenti. Comportandosi così, raggiungono un duplice obbiettivo: scaricano la responsabilità della loro vita e costringono qualcun altro a risolvere i loro problemi.”
Ma ne vale la pena?
Non sarebbe forse meglio ricordarci chi siamo veramente per diritto di nascita – perfetti, sani, infinitamente capaci – e scegliere di vivere a livello del nostro Spirito, che ne è consapevole?




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