La felicità è così irraggiungibile? (2° parte)

Riprendendo il tema annoso dell’essere felici, proviamo a seguire delle regole semplici: dobbiamo focalizzare la nostra intenzione e imparare ad ascoltarci; quindi, sottrarre tempo agli impegni che ci soffocano, eliminare false mete che vogliamo raggiungere non per noi stessi ma per dimostrare agli altri, rinunciare a soddisfazioni formali e non sostanziali…tutto per dare spazio a noi, alle nostre esigenze profonde, all’ascolto, all’attenzione partecipe e ai bisogni reali. I nostri e quelli degli gli altri.

Quando sentiamo parlare di visione energetico spirituale, pensiamo subito che non faccia per noi. Immaginiamo pratiche che richiedono doti speciali, a cui possono accedere solo gli illuminati o coloro che possiedono un dono. Ma non è così. Vedere le cose dal punto di vista dell’energia è un modo diverso di conoscere noi stessi e ci permette di comprendere cosa veramente importa nella nostra vita e ci fornisce gli strumenti per perseguirlo.

E’ la relazione e l’ascolto degli altri, sempre in termini di scambio energetico consapevole, che ci consente di avere dei legami limpidi e amorevoli; fa sì che possiamo accorgerci quando le nostre o le  loro risposte sono determinate da un disagio e da un’energia bloccata, e ci insegna a sostituirle con la fiducia e l’accettazione. Infine, è un modo per comunicare con la natura, attingendo alle infinite risorse che ci offre, per sentirci parte attiva e palpitante del miracolo che è la vita.

Attraverso l’uso consapevole dell’energia e dell’ascolto possiamo dunque individuare cosa ci porta lontano dal nostro centro e, quindi, dalla felicità. Perché, di fatto, noi possiamo essere felici solo se siamo pienamente noi stessi.

Oggi definiamo l’infelicità con tanti nomi:  la si può chiamare insoddisfazione, ansia, noia, tensione, stress, depressione ma il significato è sempre lo stesso. Non stiamo bene dove siamo, con chi siamo e non amiamo quello che stiamo facendo. Ma la felicità non è un optional. E’ importante essere consapevoli che, se il nostro modo di essere ci rende infelici, o tristi,  sconfortati o stressati dobbiamo fare qualcosa di diverso nella nostra vita, perché chi è infelice è fuori equilibrio, e chi è fuori equilibrio alla fine si ammala.

Il primo passo, forse, è pensare di essere degni della felicità. Siamo cresciuti un una società che di ha insegnato che non andiamo bene, che non siamo mai abbastanza, che ci manca sempre qualcosa per essere perfetti. Quindi, per prima cosa, dobbiamo sfatare questa credenza e cambiare punto di vista: pensiamo di meritarci tutto il bene possibile, proprio perché siamo noi, unici e irripetibili.

 Il secondo passo è ritornare ad essere pienamente noi stessi;  infatti, solo essendo noi stessi la nostra energia fluisce e siamo in equilibrio, siamo sani, abbiamo tutto quello che desideriamo e tutti gli strumenti per ottenerlo. Se prendiamo delle decisioni che vanno contro la nostra essenza e ci creano tensione, diamo origine a muri energetici che si traducono prima in disagi interiori (insicurezza, rabbia, disamore ed esclusione) che generano cattivi rapporti personali e lavorativi, frustrazione e via così; se perseveriamo e non li risolviamo, i muri energetici arrivano a manifestarsi a livello  fisico, con i sintomi e le patologie.

 Questo accade sempre quando mancano le informazioni e non c’è il contatto con i livelli più profondi di noi stessi, quelli che contengono le risposte che ci servono; manca proprio la comunicazione energetica.

 Per sciogliere i muri energetici, evitando malattie e fallimenti, dobbiamo riprendere la piena responsabilità della nostra vita; significa renderci conto che tutto ciò che ci accade, dal trovare il partner ideale o il lavoro che fa per noi, fino ad essere sani o ammalati, nasce da una nostra decisione, consapevole o meno. E se una decisione che abbiamo preso genera dei disagi, significa che possiamo cambiarla, scegliendo qualcosa che ci fa stare meglio. E tante decisioni, anche piccole, che sono giuste per noi portano alla felicità!

La risposta è dentro di noi, solo che non sempre ne siamo coscienti o abbiamo delle resistenze a ammetterlo, perché questo significa trasformare qualcosa nella nostra vita.

Ci vuole una grande onestà per guardarsi dentro e dire: “Ho sbagliato”. E ci vuole anche molto coraggio per abbandonare vecchie abitudini e cambiare. Ci vuole anche un gran coraggio per ammettere di avere infiniti talenti che spesso dimentichiamo e non usiamo!

Basta cominciare da una piccola cosa, il cambiamento può iniziare così. Dobbiamo anche essere consapevolei che il passo lo dobbiamo fare noi, perché siamo gli unici veri esperti della nostra vita..

 




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