La paura di sentire le emozioni

Da “La paura della paura” – di R. Panigatti – Ed. TEA

“…fino a una certa età, l’emozionarsi è ritenuto piacevole e ammesso, così un bambino può sentire la gioia, ma può anche provare dolore e può manifestarlo; è liberatorio, come permettersi si percepire la rabbia o l’ansia. Al raggiungimento del cosiddetto status di adulti, la nostra cultura ci insegna a controllare le emozioni, che vengono marchiate come espressioni istintuali del corpo contrapposte alla “infinita saggezza della mente”.

…Dobbiamo diventare impermeabili e inossidabili, e reprimere gran parte della comunicazione interiore per paura di essere giudicati “emotivi”, difetto intollerabile e sinonimo d’inaffidabilità. La paura di non essere all’altezza di questo modello è nutrita da un’altra, anche più grave, e trova alimento nell’insicurezza personale: con la loro intensità, le emozioni potrebbero travolgerci, facendoci perdere il controllo (tensione anche al Terzo Chakra).

…Le nostre emozioni non sono un pericolo, ma una fonte infinita di informazione, e nutrono tutti i livelli della nostra coscienza, la stimolano e la fanno agire, interiorizzando le sollecitazioni del mondo ed esteriorizzando il cambiamento. Permettiamoci di sentirle! In questo modo scioglieremo disagi e non creeremo le basi per l’instaurarsi di tensioni più gravi. Anche perché, a furia di negare l’aspetto emozionale della comunicazione con noi stessi, arriviamo a un tale livello di maestria tale per cui non riusciamo neppure più a sentire le emozioni belle, come l’amore, il desiderio, la gioia: le vivremo come destabilizzanti, esattamente come quelle che ci fanno stare male.

E ricordiamoci che anche la paura è un’emozione, negando il suo messaggio non sono pochi i danni possiamo che possiamo arrecare alla nostra vita.”




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